La prima notte di Champions del Como, e l'allenatore che vuole sia una partita come tutte le altre
Cesc Fabregas ha chiesto ai suoi di non perdere la testa alla vigilia della prima storica sfida in Champions League del club. La rapidissima ascesa del club lariano dalla Serie B rende l'impresa più facile a dirsi che a farsi.
La prima notte di Champions del Como, e l'allenatore che vuole sia una partita come tutte le altre
L'indicazione, data come Cesc Fabregas è solito darle — a bassa voce, con un mezzo sorriso che non arriva del tutto alla domanda — è sempre la stessa. Affrontatela come una partita qualsiasi. Non lasciatevi abbagliare dalle luci. Entrate in campo, fate il vostro lavoro, poi rientrate negli spogliatoi.
È, ormai, un registro familiare per Fabregas. Il 38enne ha costruito la propria identità di allenatore su un'idea poco di moda: che una partita di calcio resta una partita di calcio, per quanto grande sia il palcoscenico. Mentre il Como si prepara a disputare la sua prima partita nella storia della Champions League, lui è tornato a usare lo stesso tono sommesso.
«Cesc Fabregas, allenatore del Como, ha parlato alla vigilia della prima storica apparizione del club in Champions League, esortando i suoi giocatori a non farsi travolgere dall'occasione», si legge in un report della redazione. «Il tecnico spagnolo ha sottolineato una mentalità calma e improntata al lavoro come al solito, tratto distintivo della sua filosofia di gioco.» La partita, aggiunge il report, «rappresenta un traguardo per il club lariano, che in poco tempo è risalito dalla Serie B fino alle competizioni europee».
Le parole sono facili da scrivere. Sono, in realtà, più difficili da mettere in pratica — soprattutto quando la squadra che scende in campo è il Como, un club che, fino a pochissimo tempo fa, era ancora costretto a guardare il calcio italiano dal piano di sotto.
Un club che ha imparato a salire
La storia del Como è stata raccontata, pezzo dopo pezzo, per gran parte delle ultime due stagioni. Un modesto club lariano, fondato nel 1907, è tornato in Serie A e ha, nelle parole dello stesso report, «vissuto una scalata straordinaria sotto la guida di Fabregas». L'hanno fatto in fretta, con metodo, e con un allenatore il cui percorso personale nel calcio — dalla cantera del Barcellona, alla Premier League, passando per alcune delle notti più grandi della Champions League, fino agli anni meno glamour di fine carriera, e poi il primo vero incarico in panchina — ha dato al progetto un certo tipo di attrattiva.


