Italiano verso Istanbul: l'accordo che il Napoli non ha saputo chiudere
Vincenzo Italiano lascia il Bologna per il Besiktas dopo che un'intesa con il Napoli sarebbe saltata — e il vuoto in cima al calcio italiano emerge con chiarezza.
Italiano verso Istanbul: l'accordo che il Napoli non ha saputo chiudere
Vincenzo Italiano va a Istanbul. L'allenatore che ha guidato il Bologna a una Coppa Italia e a una campagna europea di rilievo aveva, secondo quanto riportato, raggiunto un'intesa per sedersi sulla panchina del Napoli in questa estate. È arrivato prima il Besiktas.
La vicenda, stando a una ricostruzione, è lo studio di due cronologie che corrono in parallelo. Da un lato, un tecnico reduce dalla stagione più coerente della sua carriera. Dall'altro, un club con problemi strutturali e decisionali che trasformano uno spogliatoio vincitore in una porta girevole. La parte italiana, sempre secondo la stessa ricostruzione, non è riuscita a muoversi con la rapidità necessaria per chiudere prima del club turco.
Il Napoli, dopo la separazione da Antonio Conte, è ancora alla ricerca di un allenatore a titolo definitivo. Il club che aveva conquistato il suo primo Scudetto in 33 anni con Luciano Spalletti ha trascorso le stagioni successive somigliando sempre meno a una squadra campione e sempre più a una poltrona vuota. Gli allenatori sono arrivati, andati via, o non sono mai davvero arrivati. I problemi strutturali e decisionali che questo episodio avrebbe messo a nudo non sono una novità. Sono gli stessi che hanno trasformato uno spogliatoio vincitore in una porta girevole, e sono sopravvissuti al tecnico che un tempo aveva dato forma a quel posto.
Il percorso del Bologna con Italiano è stato il tipo di stagione che il calcio italiano di solito ricorda a lungo. Una Coppa Italia. Un calcio europeo che non è sembrato un episodio isolato. I dettagli, per un allenatore nel pieno della carriera alle prese con un progetto coerente, sono di quelli che fanno squillare il telefono. Quello di Italiano squillava. Solo che, alla fine, non squillava dalla direzione che avrebbe avuto il senso più logico in Italia.
C'è qualcosa di discretamente rivelatore nell'ordine degli eventi. Il Besiktas è un club importante, ma non è il tipo di mossa che di norma brucia sul tempo una big di Serie A per un tecnico italiano che ha appena vinto un trofeo e conquistato una corsa europea. In un'estate italiana normale, la logica funziona al contrario: un allenatore del profilo di Italiano comanda la chiamata dalla panchina più grande disponibile, e il resto si dispone attorno a lui. Quest'estate il resto non l'ha fatto. Il Besiktas, con un progetto che poneva meno interrogativi al nuovo tecnico, si è presentato con una proposta più chiara. La scelta, dal lato di Italiano, non sembra un passo indietro sul piano sportivo. Sembra un passo indietro sul piano della pazienza.
C'è, naturalmente, una tradizione nel calcio italiano della rifondazione estiva — presidenti che cambiano allenatore, allenatori che cambiano club, una nuova geometria che prende forma a fine agosto. In un anno che seguisse quel ritmo, la storia sarebbe finita con Italiano al Napoli e il calendario che andava avanti. Quest'estate non è quell'anno. Il club che, secondo le indiscrezioni, aveva l'intesa non aveva il tipo di progetto in cui un tecnico reduce da una Coppa Italia e da una campagna europea potesse ragionevolmente sbarcare. Il Besiktas, sulla base di quanto visibile, sì.
Per il Napoli, il costo non è solo la perdita di un allenatore. È il modello. Lo stesso disordine istituzionale che li ha lasciati senza un tecnico abbastanza a lungo da permettere a un club turco di arrivare con un'offerta più chiara è lo stesso disordine che, nelle ultime stagioni, ha reso l'era post-Spalletti una sequenza di arrivi e partenze anziché un progetto. Il quasi-addio di Italiano, come lo inquadra una ricostruzione, è un sintomo di quel modello, non un capitolo nuovo.
Il mercato degli allenatori italiani, in qualunque estate, è una stanza piccola e visibile. Quando un tecnico del profilo di Italiano si muove, le telefonate sono brevi e le notizie viaggiano veloci. Nel tempo in cui un club finisce le sue discussioni interne, il successivo ha spesso già parlato con l'agente. Funziona così. La cosa notevole della situazione di Italiano, come la inquadra una ricostruzione, non è che il Besiktas si sia mosso in fretta. I club turchi lo fanno da anni. È che il Napoli, con la panchina che fu di Spalletti, fosse ancora al tavolo mentre gli si tirava via la sedia.
Il costo, per un'istituzione che ha costruito la propria identità recente sulla visione di un solo allenatore, non è astratto. Lo Scudetto di Spalletti non era solo un trofeo; era un modo di guardare il club, una chiarezza tattica rispetto alla quale ogni successore è stato misurato silenziosamente. Conte è arrivato e se n'è andato. Il prossimo tecnico non è ancora arrivato. Il modello, in altre parole, era leggibile da più di un'estate. Quello che l'episodio di Italiano fa, al massimo, è dare un nome al problema.
Italiano, dal canto suo, atterra in un campionato dove il lavoro è diverso e la pazienza più sottile. Il calcio turco non sempre concede a un allenatore la corsa che una Coppa Italia e una campagna europea in Italia possono offrire. Ma gli dà qualcosa che il Napoli, in questa estate, non ha potuto dargli: un progetto definito, un ruolo definito, un primo giorno definito. Verrà giudicato in fretta, valutato ad alta voce, ricordato con precisione. Non starà, almeno, ad aspettare.
Il dettaglio che resta è il vuoto. L'accordo con il Napoli, stando a quanto riportato, esisteva. La firma non c'è stata. Tra quei due fatti c'è tutta la storia di un'estate italiana in cui un club ha agito e un altro ha esitato, e un allenatore che aveva regalato a uno dei campionati più importanti una delle stagioni più coerenti degli ultimi anni ha trovato la sua prossima casa non nella penisola ma oltre il mare. Il Bologna, nel frattempo, ha perso il tecnico che aveva regalato a quel club la sua stagione recente più coerente. La Coppa è in bacheca. Le notti europee sono un ricordo. L'uomo che le aveva rese possibili, in questa settimana, sta facendo le valigie per Istanbul.

